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Fine dell’incubo: Petagna si sblocca dopo 686 giorni. Ora la A passa anche da lui.

Ci sono voluti 686 giorni, quasi due anni di attesa, sofferenza e lavoro sporco. Ma alla fine, al “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, Andrea Petagna del Monza ha scacciato i fantasmi.

Il suo colpo di testa, che ha regalato il momentaneo 2-1 al Monza contro la Juve Stabia (gara poi terminata 2-2), non è solo un numero sul tabellino. È la fine di un incubo iniziato il 14 gennaio 2024, data del suo ultimo gol ufficiale con la maglia del Cagliari. Da allora, il buio. Fino a domenica.

Andrea Petagna nel Monza: una risorsa fondamentale

La Gazzetta dello Sport oggi dedica un approfondimento all’attaccante classe ’95, sottolineando come il suo recupero possa essere l’arma segreta per la corsa promozione. In un momento in cui il reparto offensivo sta rifiatando – con Mota e Alvarez a secco nelle ultime uscite e Keita spesso utilizzato a gara in corso – la fisicità e l’esperienza di Petagna diventano ossigeno puro.

Mister Paolo Bianco lo sa bene e lo coccola: “Visto il risultato è stato un cambio fondamentale. La gara richiedeva la sua fisicità. Non giocava da tanto, mi aspettavo un ingresso così. Sono felice per lui”. Entrato al 61′, gli sono bastati otto minuti per timbrare il cartellino.

Dal sogno Champions alla realtà della B

La parabola di Petagna è nota: il debutto in Champions col Milan a soli 17 anni, l’esplosione nell’Atalanta di Gasperini, la Nazionale. Poi, qualche scelta sfortunata e tanti, troppi infortuni. L’investimento su Andrea Petagna al Monza è stato importante (è il terzo acquisto più costoso della storia del club dopo Pessina e Colpani), ma la scintilla non era mai scoccata del tutto.

Ora, però, la musica sembra cambiata. Petagna ha accettato la Serie B con umiltà. Si è messo a disposizione, ha lavorato duro in allenamento (“Si sta allenando meglio di tutti”, ha confermato Bianco) e ora raccoglie i frutti.

Il Monza è ancora in vetta, a +2 sul Frosinone, nonostante la frenata dopo sette vittorie consecutive. Per mantenere questo ritmo e tornare in Serie A, serve l’aiuto di tutti. E un “Bulldozer” ritrovato, con la voglia di recuperare il tempo perduto, può essere il motore decisivo per il girone di ritorno.

Bentornato, Andrea.


Fonte: La Gazzetta dello Sport (articolo del 02/12/2025)

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